Scommesse famose –


Storia delle Scommesse

Si scommette perché scommettere è una attività semplice e immediata ma soprattutto perché non avendo certezze sull’esito, si vivono emozioni forti. Il rischio di perdere è sempre alto ma questo invece di demotivare spinge a sfidare la sorte nella speranza che l’operazione si concluda positivamente.

Che l’impulso a scommettere sia dato dal desiderio di vivere il rischio o dal pungolo dell’autorealizzazione, il più alto livello nella “gerarchia dei bisogni” della piramide di Maslow, poco cambia. Il piacere di questa attività, come é noto, era palese già ai tempi dei Greci, gli ideatori dei Giochi Olimpici, ed è difficile pensare che non abbiano scommesso sugli esiti delle sfide. Sicuramente i Romani sono stati assidui scommettitori: testa o croce, gli astragali, i dadi e altre tipologie di giochi andavano per la maggiore. Le scommesse erano consentite solo durante i Saturnali, feste religiose che si svolgevano a dicembre, e venivano effettuate in strutture simili alle bische dove si sperperavano fortune.

Da allora sono trascorsi molti secoli e la passione non è mai calata. In Francia, durante l’Ancien Régime, furono in uso alcuni tipi di scommesse collegati ad attività ludiche, mentre in Italia i primi giochi con i pronostici si sono avuti con il Totocalcio nel 1946. Con il concorso a premi dovevi indovinare l’esito di 12 incontri, diventati 13 nel 1950 e 14 nel 2003. L’importanza della schedina è diminuita quando si è avuta la possibilità di aderire alle scommesse calcistiche regolamentate nel 1998 e il primo evento che cambiò il mondo del betting fu il mondiale di Francia giocato in quell’anno. Nel nostro Paese gli ambiti sportivi in cui si scommette maggiormente sono gli eventi calcistici mentre gli inglesi scommettono su qualsiasi accadimento, compresi quelli non inseriti nelle liste dei bookmakers che, però, possono essere aggiunti su richiesta. Una interessante carrellata di scommesse famose testimonia come la passione per il betting sia insita nell’uomo da sempre.

Cleopatra

Tra le scommesse famose dell’antichità c’è quella che risale all’ultima faraona d’Egitto, Cleopatra, vissuta nel I secolo a.C. La regina, che forse conoscerai per la storia d’amore con Marco Antonio e per la morte provocata dal morso di un’aspide (più comunemente detto serpente), scommise che avrebbe offerto una cena più costosa di quella che avrebbe organizzato Marco Antonio. Parecchi dipinti e uno scritto di Plinio testimoniano la vicenda. Durante la competizione Marco Antonio si prodigò alla ricerca di pietanza particolarmente costose. Anche Cleopatra fece preparare piatti pregiati ma astutamente decise di sciogliere nell’aceto i suoi orecchini di perle che costavano dieci milioni di sesterzi. L’enorme valore dei gioielli le fece vincere la scommessa.

Theodor Seuss Geisel

Tra le scommesse passate alla storia per la singolarità c’è quella che fecero lo scrittore Theodor Seuss Geisel e il suo editore. Secondo l’editore, Seuss non sarebbe stato in grado di scrivere un libro utilizzando solo 50 parole. Erano gli anni Sessanta quando lo scrittore fumettista pubblicò un libro per bambini diventato famoso e scritto con sole 50 parole.

La foglia e l’albero

Forse non si può annoverare tra le scommesse famose ma questa sfida a due è documentata da una poesia cinese e risale al IV secolo, sicuramente vale la pena che tu la conosca. La poesia mette in versi la storia di due scommettitori impegnati a puntare su un originale pronostico: da quale lato del ramo sarebbe caduta una foglia che stava per staccarsi dall’albero. Non conosciamo il nome del vincitore ma questa tipologia di scommessa, basata su un evento naturale che tira in ballo le leggi della fisica, la dice lunga su quanto possa essere avvincente la passione per i pronostici.

Billy Walters

La scommessa lanciata da Billy Walters riguarda la roulette americana e si è svolta nel Casinò Golden Nugget, ad Atlantic City. Walters era uno scommettitore di professione che aveva abbandonato la carriera aziendale per dedicarsi al gambling. Era la fine degli anni ’80 e il proprietario del prestigioso Golden Nugget, Steve Wynn, raccolse la sfida lanciata da Walters che affermava di essere in grado di far saltare il banco. Il suo piano era depositare 2 milioni di dollari e di puntare il doppio del limite di puntata, cioè 2.000 dollari invece di 1.000. La scommessa sembrò poco logica sia perché la roulette americana per il banco era più vantaggiosa di quella francese, sia perché come scommettitore Walters aveva già perso grosse fortune. Wynn preparò allora una serata speciale durante la quale Billy Walters giocò puntando esclusivamente su 5 numeri (7, 10, 20, 27, 36): ogni piatto era di 10 mila dollari. La tattica ebbe successo e vinse 3,8 milioni di dollari mentre Wynn fu costretto a sospendere il gioco.

Ingaggiati alcuni tecnici per verificare eventuali anomalie, la roulette risultò difettosa: Walters insieme a dei collaboratori ne aveva studiato per mesi il funzionamento e questo gli aveva permesso l’enorme vincita. I ricorsi effettuati dal Casinò non hanno avuto effetto perché l’avventore aveva giocato in modo corretto.

George Lucas e Steven Spielberg

Erano gli anni Settanta e i due registi stavano lavorando rispettivamente a “Star Wars” e a “Incontri ravvicinati del terzo tipo” ma Lucas non era soddisfatto della sua opera, soprattutto perché aveva avuto modo di constatare la qualità del lavoro dell’amico. Decise allora di lanciare una scommessa: se “Star Wars” avesse avuto maggiore successo del suo film, avrebbe ceduto a Spielberg il 2,5 % dell’incasso mentre, diversamente, sarebbe stato “Incontri ravvicinati del terzo tipo” a versare il 2,5% a Lucas. Star Wars ha avuto un successo difficile da replicare e ancora oggi, dopo molti anni, Spielberg riceve puntualmente la percentuale pattuita per la scommessa vinta.

Steve Whiteley

Tra le scommesse famose c’è anche quella di Steve Whiteley, ingegnere residente nel Regno Unito che nel 2011 ha puntato 2 sterline all’ippodromo. Poco avvezzo alle scommesse ippiche, l’ingegnere aveva puntato sul cavallo, Lupita, perché gli piaceva il nome. Lupita aveva perso ben 28 corse ma la dea bendata ha dato a Whiteley una grossa mano: montato da una giovane e brava fantina il cavallo ha vinto la sesta gara. Con un investimento minimo e nessuna esperienza, Whiteley si è aggiudicato 1,45 milioni di sterline, una vincita stratosferica.



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