La figura del cooler, conosciamola grazie al film omonimo –


Gatto Nero - cooler

Mito del tavolo verde o fantastica creatura del passato, il film che lo racconta è lo spunto perfetto per portare l’attenzione su uno degli attori più discussi nella scena del gioco tradizionale. Si dice che, se metti tre giocatori attorno a un tavolo verde e pronunci la parola “cooler”, ne escano dei racconti fantastici a metà fra la leggenda e la vita di gioco.

Gli scena e retroscena dell’omonima pellicola ricordano le atmosfere di casinò ormai persi nel passato. Potresti pensare alla magia di Venezia o alla tradizione di Sanremo ma ti serve volare a Las Vegas per cogliere nel profondo il significato di una delle figure più controverse nel panorama del gioco.

Il ruolo del cooler, realtà o leggenda?

Il gioco d’azzardo è un’arte e, in quanto tale, è soggetta ai flussi positivi o negativi del caso. Il poeta e lo scrittore hanno l’ispirazione del momento o possono sprofondare in un abisso torrido di idee, allo stesso modo il giocatore può andare incontro alle mani sfortunate che potrebbe ricordare a vita. Non tutto accade per caso, qui si inserisce la figura del giocatore che “raffredda”.

Dal vocabolo inglese “cooler” – il refrigeratore, appunto – nasce il termine che indica quel giocatore in grado di svoltare in negativo l’atmosfera al tavolo da gioco. Dai più potrebbe essere considerata una persona sfortunata, non per i gestori di casinò. Il cooler è la figura utilizzata per ridurre le vincite di un tavolo così da far risparmiare il banco. È una figura efficace? Se tutti ci credono, quel qualcosa diviene una realtà.

The cooler film, quando l’amore riscalda

È la pellicola del 2003 a portare all’attenzione dei riflettori una delle figure mitologiche nell’arte del gioco. In una interpretazione magistrale – che ha guadagnato la nomina agli Oscar e conquistato la critica newyorkese -, si dipana la trama incentrata su un triangolo al filo del rasoio tra l’amore e il profitto. Bernie – impersonato da William Macy – è il cooler all’interno dello Shangri-La, alle dipendenze di Shelly Kaplow – dal genio interpretativo di Alec Baldwin -.

Il dono di Bernie è contagiare la sua sfortuna in tutto quel che lo circonda, si tratti di far impazzire della panna così come di mettere a dura prova il bankroll a chi fino a qualche istante prima puntava alla vincita della carriera. A causa di debiti contratti al gioco, Bernie si ritrova alle dipendenze di Shelly in un casinò di altri tempi. La sfortuna del refrigeratore di tavoli si riconverte in una fortuna assoluta quando il protagonista si innamora della bella Natalie – interpretata da Maria Bello -. Una trama avvincente e intrecci nel racconto animano una pellicola che celebra la forza dell’amore.

Il personaggio che parla di un’epoca

Per quanto il ruolo sia da attribuire a una figura di dubbia esistenza, il film diviene l’occasione per porre l’attenzione sulla realtà degli ambienti di gioco di alcuni decenni orsono. Parlare di casinò, prima che Las Vegas divenisse la Disneyland del gioco d’azzardo, vuol dire ricordare le atmosfere fumose di ambienti nei quali non era la sola fortuna a decidere le sorti di quanti gestivano il banco.

Non sempre, per onore al gioco, ma all’epoca non tutti gli ambienti di gioco godevano dei controlli oggi di routine. Erano tempi nei quali vincere troppo e trovarsi nel posto sbagliato poteva innescare una miscela particolarmente pericolosa. Qui la vera figura del cooler assume un significato che ormai si perde nella memoria dei tavoli più sfortunati. Pagato per far perdere, il refrigeratore era una figura presumibilmente al servizio di tante realtà di gioco.

Il ruolo del cooler, un film per pensare

La trama è di quelle che polarizzano l’attenzione dal primo all’ultimo fotogramma, i temi danno il via a una discussione che parte durante il film però si protrae molto più a lungo della proiezione. Laddove la casa da gioco dovrebbe essere un luogo di svago e relax, la contagiosa sfortuna del cooler porta all’attenzione le tematiche del duro ambiente di gioco.

In uno scenario ormai – e per fortuna – lontano il gioco intorno al tavolo verde si alimentava di piccole e grandi convinzioni. Laddove la distribuzione gaussiana e la deviazione standard appartengono allo scenario attuale, il giocatore dell’epoca si alimentava di riti personali e superstizioni in grado di modificare effettivamente il corso degli eventi. Suggestione, magia del luogo o congiuntura sfavorevole degli astri non conta poi molto, è il complesso a raccontare dell’evoluzione del costume da allora fino ai nostri tempi.

The cooler film nella realtà, se fosse vero?

Se in un tavolo da gioco non riesci a individuare il cooler, ci sono grandi probabilità che il contagiatore di sfortuna potresti essere tu. Scherzi a parte, il ruolo del “raffreddatore” accende i riflettori su una figura che realmente solcava i piani dei casinò di qualche anno fa. Il suo ruolo non era prettamente quello di trasmettere una energia negativa al fortunato di turno bensì utilizzava la propria abilità per modificare le sorti della mano.

Laddove ci sia poca esperienza e una ridotta educazione al gioco consapevole, i temi della sfortuna attecchiscono con maggiore facilità. Qualsiasi imprevisto potrebbe essere attribuito a un cambio del vento nell’oceano della fortuna. La realtà incontra la convinzione per generare una atmosfera nella quale la leggenda si tinge di verità. La dimensione del gioco conosce le regole della statistica ma vive delle emozioni che il caso regala.

Leggenda da tavolo o attore del passato?

Sono in molti i giocatori che conservano una storia a riguardo. Soprattutto nelle realtà a stelle e strisce, i racconti non mettono mai da parte uno schema che può apparire sovrapponibile. Le grandi vincite al proprio tavolo attirano l’attenzione della sala, in questo momento entra in gioco il cooler. Egli tenta di intessere una conversazione con il vincitore di turno ma è certamente più interessato allo studio delle tattiche di gioco. Molti vi associano la figura di un attore pagato per portare sfortuna: la memoria può solo ripescare un tassello importante nella storia dei casinò.

Un film che dice molto di più

Tra le sorprese di una trama che affida molto alla magia dell’amore e il ricordo di una tipologia di casinò nettamente lontana dalla concezione attuale, il film ripercorre il fascino di una figura da affidare ai ricordi ma della quale in molti son ancora dubbiosi.

A prescindere dalla presenza del cooler di sala, condurre un gioco sano può mettere al riparo dai repentini cambi nella direzione della Dea bendata. Il tavolo verde decide le sorti di ogni attore ma sarebbe nulla se la fortuna non battesse all’incessante ritmo dell’amore che conta per davvero.



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